Respirazione

La respirazione sott'acqua avviene in modo del tutto analogo rispetto a quanto avviene in superficie: si respira continuamente senza trattenere in fiato. questo è utile sia a prevenire la sovradistensione polmonare, che può avvenire in risalita a causa dell'espansione del volume dei polmoni, sia a prevenire la ritenzione di CO2 (biossido di carbonio), che al minimo può causarci mal di testa.

Sott'acqua però meglio aggiungere due attributi alla respirazione: profondità e lentezza.

La ragione è la maggiore densità e il maggiore peso sott'acqua dell'aria che respiriamo.
Infatti, se in superficie respiriamo aria a 1 atmosfera di pressione, a 40 metri respiriamo aria a pressione ambiente, che è di 5 atmosfere. Quindi abbiamo aggiunto 4 atmosfere, quadruplicandole rispetto a quella iniziale e a parità di flusso di aria che ci entra in bocca (l'apertura della bocca è sempre la stessa, causa l'erogatore che utilizziamo), il numero di molecole che respiriamo è il quadruplo (e quindi anche il peso è il quadruplo). E' il 400% in più.

L'aria inoltre ci arriva attraverso la frusta che collega il primo al secondo stadio. Generalmente transita a una cosidetta pressione intermedia di 10 atmosfere. Ma a 4 atmosfere di sola pressione idrostatica, anche la pressione di frusta aumenta e diventa complessivamente di 14 atmosfere. Quindi aumenta del 40%

Insomma l'aria, soprattutto in profondità, è più densa e più pesante.

A questo punto vediamo perché è utile respirare più profondamente e più lentamente:

  • Profondamente. Respirare profondamente - soprattutto espirare profondamente - serve per fare in modo che l'aria più densa e pesante possa fare a ritroso il percorso dai polmoni alla bocca, superando anche lo spazio morto dell'erogatore e fuoriuscire correttamente. In questo modo espelliamo bene la CO2, di cui è ricca l'aria che espiriamo e al primo atto inspiratorio successivo, prendiamo aria povera di CO2.

    Se, viceversa, non espiriamo profondamente ma abbiamo un fiato corto, l'aria pesante non ce la fa a compiere tutto il percorso e tratteniamo un po' della CO2, che quindi si va a stratificare e aumenta sempre un po'. D'altra parte questa CO2 è responsabile dello stimolo respiratorio e averne di più ci fa respirare più frequentemente ma in maniera più superficiale e meno profonda, andando a innescare un circolo vizioso.

  • Lentamente. Respirare lentamente rende minore lo sforzo respiratorio causato dal maggiore peso dell'aria. Infatti lo sforzo respiratorio è direttamente proporzionale al quadrato della velocità di scorrimento dell'aria. A prescindere dalla variazione del peso dell'aria, se anche in superficie raddoppio la velocità con cui respiro, lo sforzo respiratorio diventa il quadruplo (velocità al quadrato). Se invece dimezzo la velocità con cui respiro, lo sforzo respiratorio diventa un quarto!
    Questo ci fa capire come sia particolarmente importante respirare lentamente sott'acqua a 40 metri, dove l'aria già di suo è più pesante e quindi comporta uno sforzo respiratorio maggiore di per sè.

 

Se per qualche motivo ci troviamo con un po' di affanno o con il fiato corto, è sufficiente fermarsi un attimo, effettuare qualche respirazione lenta e profonda e nel giro di poco (4 / 5 atti respiratori) saremo tornati a ripulire l'aria di CO2 (che tra l'altro è anche responsabile in parte dell'insorgenza dei fenomeni di narcosi) e a diminuire lo sforzo respiratorio, ricreando un circolo virtuoso della respirazione.

Capita a tutti trovarsi qualche volta in condizioni di respirazione non corretta ma niente paura. Ci fermiamo un attimo e si riprende normalmente in modo da goderci l'immersione!